Chi erano i Templari? Alcune informazioni su questi cavalieri

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bandiera templare

Chi non conosce almeno di nome i cavalieri Templari? Nell’immaginario collettivo si destreggiano tra mito e realtà, e mai come in questo caso possiamo affermare che il confine è molto sottile. Alcuni sono convinti che siano stati i custodi del Santo Graal o dell’Arca dell’alleanza e per questo padroni di un potere occulto; chissà dove finisce la realtà e inizia il mito? Sono infatti molte le storie che li vedono protagonisti, alcune di esse si perdono nella leggenda, altre ancora si mescolano tra mito e realtà. Quello che qui andremo a fare sarà un viaggio nella storia cercando di seguire il più fedelmente possibile la linea temporale, nel tentativo di capire come i Templari nascono, cosa li rende diversi da qualsiasi altro ordine religioso e come alla fine perdono lentamente potere e scompaiono dalla scena europea.

La nascita dell’ordine

La nascita dei cavalieri Templari, al contrario di quanto si possa pensare, non ha particolari aneddoti leggendari. Ci troviamo in Terra Santa intorno al 1096, è appena finita la prima crociata voluta da papa Urbano II contro i musulmani; crociata che, seppur conclusa, aveva lasciato non pochi strascichi in quanto le vie che conducevano alla Terra Santa erano frequentate da fanatici islamici che lungo il cammino depredavano i numerosi pellegrini. Negli anni che seguono sorgono diversi ordini religiosi che avevano lo scopo di garantire l’incolumità dei pellegrini e garantire loro un passaggio sicuro lungo il sentiero; tra questi ordini nasce intorno al 1118 l’ordine dei cavalieri Templari.
Le fonti storiche ci dicono che il suo fondatore fosse l’aristocratico Hugo di Payns e che, almeno in principio, l’ordine avesse tra i 9 e gli 11 frati. Bastarono pochi anni per ottenere persino il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa che concesse loro numerosi privilegi.
Rispettavano un rigidissimo stile di vita che prevedeva, tra le altre, una dieta che abbondava in pesce, frutta, legumi e olio d’oliva; si dice infatti che uno dei segreti della loro longevità risiedesse proprio nelle loro abitudini alimentari. Ma le regole più severe riguardavano i voti di castità, obbedienza e povertà; grazie ai voti di povertà, tutte le ricchezze che accumulavano nel tempo venivano destinate alla costruzione di fortezze e chiese ed erano tenuti a rispondere all’autorità del Gran Maestro.
Hugo di Payns, in qualità di primo Gran Maestro, riuscì a catalizzare attorno all’ordine l’attenzione della Chiesa che in pochi anni li ricoprì di incarichi e riconoscenti tanto che da poche decine di unità i cavalieri divennero sempre di più e la loro abilità sul campo di battaglia gli valse la nomea di monaci-guerrieri. Per i cavalieri Templari questo non era che l’inizio di una grande ascesa.

Le crociate e i rapporti tra impero e Chiesa

cavaliere templareNacquero per proteggere i pellegrini in Terra Santa, ma col passare del tempo questo ruolo cominciava a stare sempre più stretto ad un ordine che continuava a crescere di numero e di potere tanto che, insieme ad altri ordini, venivano ingaggiati nelle successive crociate; lo stesso Riccardo Cuor di Leone usufruì dei loro servigi.
Ma il punto forte dell’ordine fu la capacità di finanziare le varie attività in Terra Santa attingendo molto in Occidente attraverso donazioni, più o meno libere, di denaro e spesso anche terre. All’alba della seconda crociata nel 1147 ebbe molto peso l’influenza di San Bernardo di Chiaravalle, che sposò appieno la causa Templare e che si spese molto nella lotta contro lo scisma di Anacleto, appoggiando il papa Innocenzo II al concilio di Pisa nel 1135. Passano pochi anni e siamo forse ad un punto di svolta; lo stesso papa concede ai Templari l’esenzione dagli obblighi verso tutte le autorità internazionali meno che la sua. Con questa mossa i Templari ottengono più libertà di movimento rispetto agli altri ordini, tuttavia il papa si è assicurato il loro controllo.
Fu nel bel mezzo della seconda crociata che l’ordine trovò piena e definitiva affermazione e la cosa ovviamente non faceva piacere a molti, vi era un’ostilità sempre più incalzante tanto che per i Templari quella fu una crociata nefasta nella quale inanellarono una lunga serie di sconfitte. Eppure questo non intaccò il potere che i Templari riuscivano ad esercitare sia ad Oriente che ad Occidente. Per i Templari la terza crociata fu quella buona; con la partecipazione di Federico Barbarossa e Riccardo Cuor di Leone, l’ordine si prende la sua rivincita nei confronti del Saladino, che durante la seconda li aveva pesantemente sconfitti, e occupano Cipro.

Facciamo un balzo in avanti, perché nella storia dei cavalieri Templari merita un’attenzione particolare il rapporto avuto con Federico II imperatore del Sacro Romano impero e re di Sicilia. Quest’ultimo era in aperto e dichiarato contrasto con il papato e questo aperto conflitto non poteva lasciare fuori i Templari, sempre fedeli al papa. In quel periodo storico era particolarmente acceso lo scontro fra potere spirituale e temporale e i contrasti tra papato e Federico II ne sono un limpido esempio. Tra il 1225 e il 1228 Federico II si reca in Terra Santa da scomunicato, e per questo tenuto a distanza per ordine del papa, con l’obiettivo dichiarato di riconquistare Gerusalemme; cosa che effettivamente gli riesce in modo anche pacifico. Tuttavia, per i Templari, quando Federico II si autoproclama re sarà la goccia che farà traboccare il vaso e crea una spaccatura insanabile in quanto si vedono scippati dei loro diritti in Terra Santa. Questa situazione di convivenza forzata andò avanti per diversi anni, nel corso dei quali seguirono confische e persecuzioni ai danni dei Templari; ma nel 1244 le forze cristiane insorsero con conseguenze terribili: diverse centinaia di cavalieri furono uccisi e tutti i privilegi acquisiti negli anni azzerati tutti in una volta. I rapporti con Federico II non trovarono mai una vera distensione, tanto che, anche dopo la pace tra impero e Chiesa, egli non restituì nessun bene all’ordine; si dovette attendere la sua morte, dove nel testamento era prevista la restituzione di tutti i beni.

Una tragica fine

Ovviamente i Templari non potevano vantarsi di essere una forza dominante solo in Terra Santa ma anche l’Europa non faceva differenza; possedimenti in Francia ed Italia soprattutto e, anche nel momento in cui la Terra Santa fu definitivamente perduta, la prosperità e i guadagni no ne risentirono, anzi, i Templari continuarono nella loro missione di difesa dei pellegrini proprio come facevano ad Oriente; la basilica di San Pietro e il santuario di San Giacomo di Compostela erano i luoghi maggiormente presidiati.

Nel XIV secolo i Templari sono una potenza dirompente che attira troppa attenzione attorno a sé. È l’inizio della fine. Tanto erano ricchi che i sovrani europei si rivolgevano a loro per dei prestiti finanziari, anticipando quello che oggi è il nostro moderno sistema bancario. Tutto questo doveva finire. Messo sempre più alle strette per i debiti nei loro confronti, Filippo IV il Bello, re di Francia, riuscì a portare papa Clemente V dalla sua parte, in questo modo l’ordine venne accusato di eresia e perseguitato. Con degli ordini segreti, inviati dal re, aperti simultaneamente la mattina di venerdì 13 Ottobre 1307 vennero arrestati tutti i Templari francesi e risale a questo evento l’origine del venerdì 13 come giorno di sventura. Sul rogo il Gran Maestro maledì il re e il papa che morirono poche settimane dopo.