DOVE SIAMO

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LA SECONDA SCUDERIA DEL CASTELLO SFORZESCO VIGEVANO

Questa  parte del Castello venne  realizzata nel 1473 da Galeazzo Maria Sforza.

E’ a due piani. Il piano terra è a vani divisi in tre navate e campate con colonne in serizzo e le volte sono a crociera.

L’impostazione rispecchia ancora lo stile gotico.

Il piano terra viene utilizzata per mostre temporanee. Il piano superiore ospita il Museo Internazionale della calzatura.

Sul lato posteriore si apre un cortile con tettoie e colonne anticamente adibito a mascalcia ove i cavalli venivano ferrati.

Il Castello di Vigevano è un tutt’uno con la Piazza Ducale che funge da regale atrio d’ingresso. Si può considerare una piccola città nella città, essendo per estensione uno dei più grandi complessi fortificati d’Europa.

Il primo nucleo risale all’età longobarda (VII-X secolo), mentre la sua trasformazione in residenza signorile si deve ai Visconti (in particolare a Luchino Visconti) e agli Sforza in particolare a Ludovico il Moro.

Alla sua realizzazione contribuirono sicuramente artisti come Bramante e si pensa anche Leonardo. Tra il 1492 e il 1494 i lavori erano terminati. Con la fine della dinastia sforzesca (1535) il castello passò agli spagnoli e iniziò un lento declino. Nel 1696 i plenipotenziari dei governi europei convenuti per firmare la pace di Vigevano lo dichiarano inagibile e quando agli inizi del Settecento diventa sede di una guarnigione dell’esercizio austriaco cominciano le trasformazioni radicali.

Verso la metà dell’Ottocento diventa Caserma dell’Esercito Sardo e quindi del Regio Esercito Italiano e rimane sede militare fino al 1968.

Dimensione

Il Complesso architettonico del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano si presenta come un insieme di edifici che occupano una superficie di oltre 70 mila metri quadri, di cui 25 mila di coperture, cui vanno aggiunti i 36 mila metri quadri di cortile. Potrebbe contenere due volte Buckingham Palace, tre volte la basilica di San Pietro e sei volte il Duomo di Milano. Viene considerato uno dei complessi fortificati più grandi d’Europa.

L’anomalia costruttiva

Fin dall’inizio il castello di Vigevano non viene pensato solo ed esclusivamente come complesso fortificato per rispondere a esigenze difensive e militari, ma anche come residenza di prestigio, di rappresentanza, come luogo preferito per gli svaghi e diletti della corte. In tal senso rappresenta sia una anticipazione del palazzo rinascimentale spesso evolutosi proprio da un castello preesistente (si pensi ad Urbino e a Mantova),che una versione raffinata della tradizionale cittadella viscontea.

Piani di recupero e lavori in corso

A partire dagli anni Ottanta il Castello di Vigevano è sottoposto ad una campagna di restauri per il suo completo riuso e valorizzazione.
Lo strumento che, negli ultimi anni, ha consentito una piena e fattiva operatività è l’accordo di programma sottoscritto il 29 luglio 1999 tra Stato, Comune di Vigevano e Regione Lombardia.

Grazie a quell’accordo sono stati definiti e stabiliti gli interventi di restauro e le modalità di finanziamento e sono stati attivati gli organismi tecnici di vigilanza e controllo.
Il 3 marzo 2003 il Consiglio Comunale di Vigevano ha approvato un documento contenente una ipotesi per il completo utilizzo degli spazi del Castello.

 

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